Caso studio — Identità di evento
Scuola di Politiche
Ogni conquista può rovesciarsi. Anche in una lettera.
Il contesto
La Scuola di Politiche forma cento giovani fra i 18 e i 26 anni. La sua Summer School a Cesenatico ne raduna duecentocinquanta per quattro giorni. Nel 2026 la Repubblica compie ottant’anni, e l’edizione si intitola difendere le conquiste, capire le derive.
Il titolo era già deciso, ed è un’idea che a spiegarla ci vuole mezz’ora. Doveva funzionare su una bandiera da quattro metri all’ingresso e su un avatar da 64 pixel, ed essere riconoscibile come la stessa cosa in tutti e due.
La scelta
Un’idea del genere si illustra facilmente male: una freccia, una bilancia, due frecce che si incrociano. Invece di disegnarla di fianco al nome, l’abbiamo messa dentro. Viceversa vuol dire «e all’inverso»: la parola descrive già un movimento, bastava farglielo fare.
Una lettera.
Rovesciata.
Il punto in cui una cosa versa nel suo contrario


Il marchio lavora su due assi. In verticale il rovesciamento: la Ǝ capovolta dentro VƎRSA. In orizzontale il confronto: VICE sopra e VƎRSA sotto, due fumetti che si guardano e si rispondono. E lo stesso movimento si ripete nel colore — blu su giallo, giallo su blu: gli stessi due elementi, a posizioni invertite.
E la regola non resta nel logo: sul badge del partecipante la parola è STUDENTƎ, la stessa lettera rovesciata dentro un’altra parola. È il punto in cui un’identità smette di essere un file e diventa una lingua.
Colore
I due lavorano sempre in coppia e si scambiano di posto.
Carattere
Tusker Grotesk
Semibold per i titoli. Maiuscole pesanti: una voce netta, civile, assertiva.
Soglia
64 px
Sotto quella misura la Ǝ rovesciata smette di leggersi e la lockup diventa rumore: lì lavora il badge compatto.
Queste sono le prove di applicazione del brand book: mockup, non fotografie dell’evento. Servono a mostrare che la stessa regola tiene da una storia a un totem — sulla segnaletica la frase diventa «cambia prospettiva. Letteralmente.»
Cosa succede adesso
Alla Summer School, a Cesenatico nel settembre 2026, il marchio smette di essere un file e comincia a stare addosso alla gente: i badge, i laccetti, la vela all’ingresso, il quaderno su duecentocinquanta tavoli.
Questa scheda si chiude quando torniamo con le fotografie. Fino ad allora dice cosa è stato deciso, non cosa ha prodotto: è tutto quello che può dire onestamente.