Caso studio — Brand ed eventi
Radio Fortuna
Una cassetta. Mai lo stesso disegno.
Il contesto
Radio Fortuna è nata nel 2026 a Cagliari, e il nome è una dichiarazione d’intenti: l’ambizione è diventare una radio per davvero, che trasmette. Per adesso è un modo di fare serate — Lebonski Park, il Bastione, AteneiKa, Radio X all’EXMA, una residenza al GOOD, un pop-up a Milano.
Che è poi la parte interessante: l’identità doveva reggere una cosa che c’è già e una che non c’è ancora. Una locandina per venerdì sera, e un nome che stia in piedi anche il giorno in cui dietro ci sarà una frequenza.
E una serata nuova ogni due settimane, ognuna con un posto, un partner e un pubblico diversi: ogni volta una locandina che si deve riconoscere prima di essere letta.
La scelta
Siamo partiti da una parola elastica: doveva avere il suono che cercavamo — nostalgica, facile da ricordare — e doveva potersi piegare. Fortuna le fa tutte e tre. Accanto ci abbiamo messo un oggetto: la musicassetta. Nostalgica per scelta, ma presa soprattutto perché è una forma che si può ridisegnare ogni volta senza smettere di essere sé stessa.
Da lì ogni serata si è presa il suo nome quasi da sola: X Fortuna, Buona Fortuna, Sessione Fortunata, Domenica Fortunata, Luna Fortuna. È a questo che serve una parola elastica.
Una parola elastica.
E una cassetta.
Ogni serata se ne prende un pezzo




track 01 29.05 · AteneiKa La cassetta col nastro adesivo rosa incollato sopra. Radio Fortuna suona al festival, dalle 20 alle 22.
Sei locandine, un nome solo, mai lo stesso disegno. La cassetta diventa un’autoradio, e nell’ultima un traliccio: che è dove il progetto vuole arrivare.

Una condensata abbastanza pesante da reggere un muro, un radio in corsivo piccolo sopra, un quadrifoglio dentro l’ultima lettera. E sotto, la musicassetta: nostalgica per scelta, ma presa perché è una forma che si può ridisegnare — col nastro rosa, con le custodie impilate, con due uova fritte al posto delle bobine.
Il colpo
XNarrow
Una larghezza così compressa da poter reggere un muro. È quello che rende FORTUNA leggibile dall’altra parte di una piazza.
Il testo
Apple Garamond
Il radio in corsivo sopra la parola. È il carattere con cui Apple si presentava, dal 1984 al 2002.
Colore
Un blu e un bianco sporco. Tutto il resto è una fotografia.
Gli anni Ottanta qui non sono un filtro, sono due oggetti. La musicassetta è il primo. Apple Garamond è il secondo: la voce di Apple dal 1984 — gli stessi anni, e la stessa idea di macchina in cui infili qualcosa e premi play. Non serve che qualcuno se ne accorga: è il motivo per cui tutto sta insieme.
Bastione di Saint Remy, EXMA, e le altre. La maglietta alla consolle fa parte del progetto.
Cosa è successo
Più di quaranta eventi fra maggio e settembre, dal Bastione a un parco, da una mensa universitaria a un pop-up a Milano. Le magliette stanno addosso alla gente e le locandine si attaccano il giorno stesso in cui escono dalla stampa.
E il nome comincia a coprire quello che promette. Da format di serate a radio che trasmette: è lì che il progetto punta, e l’identità è stata disegnata per essere pronta quando succede.