Il contesto
Dinicri doveva andare al Red Valley. Un festival è il posto dove un marchio ha più occhi addosso e meno tempo per dire chi è: qualche secondo mentre la gente passa, e attorno decine di brand più grandi che comprano lo stesso spazio. La domanda non era come farsi vedere in quei tre giorni. Era come farsi ricordare la settimana dopo.
La scelta
Siamo partiti da una consulenza, non da un preventivo di produzione. Da lì è nata una maglia in tiratura limitata e una decisione sola, che ha tenuto in piedi tutto il resto: non si compra. Si ottiene. Solo facendo qualcosa allo stand.
Lo stand l'abbiamo progettato attorno a quella regola — non un banco con del merchandising, ma un posto dove succede una cosa. Chi partecipava lasciava la mail per la maglia, e nel form una spunta diceva se faceva sport: da lì in poi non era più un contatto generico, era un profilo. Attorno, la campagna social: video prima del festival per far girare la voce, video durante per documentare la fila.
Cosa è successo
Ottanta pezzi. Finiti. Ci hanno fermati per chiedere dove si comprava, e abbiamo risposto che non si comprava — era il punto. Una maglia che si vende è merchandising; una che si guadagna è un segno di riconoscimento, e chi ce l'ha addosso lo sa.
Ottanta maglie hanno mosso cinquecento persone: tante ne sono passate dallo stand lasciando la mail, divise fra chi fa sport e chi no. Non visibilità da contare a impression — una lista di gente che ha fatto qualcosa per esserci.